Griglia da balcone

Funziona in questo modo

Menomale che hanno specificato

FAIL!

rettangolini neri

balla che ti passa (l'artrosi)

L'ha presa bene

Ladro di bici centrato da bazooka
Colpito da un lanciatore di granate a razzo Rpg.
Il proprietario condannato per omicidio volontario


Non ha potuto appellarsi al concetto di legittima difesa il padrone di una bicicletta che, in Sudan, ha pensato bene di sventare il furto del suo mezzo utilizzando un bazooka. La vicenda è stata raccontata dal sito internet della tv saudita al Arabiya. Tutto è avvenuto nell’elegante quartiere residenziale di al Riad, nella capitale sudanese. Il ladro, a dir poco sfortunato, è saltato su una bici, come nel famoso film di Vittorio De Sica, ma ha trovato ben vigile il proprietario e, tra l’altro, in possesso di un’arma non proprio delle più comuni: un lanciatore di granate a razzo Rpg.

David Beckham l'interessato

Alice RemiX

NAVIGATORE NOTTURNO PER IL BAGNO

E dopo questa...

Come sconfiggere il LUNEDI

Basta poco...

I Weezer colpiscono ancora

Dopo il video da Happy Day's ecco i tormentoni del weB:

Fai un salto , fanne....


visto da Sofri

Ecco perchè la Franzoni è innocente

Volete andare contro la SCIENZA?
E’ impossibile. Le donne commettono errori fin dalla loro creazione. Perchè provengono dalle nostre costole? Perchè Eva ha mirato per il cuore ed ha mancato il bersaglio. Qualche centimetro più a sinistra e sarebbero fatte dei nostri gomiti. Il che sarebbe perfetto. Perchè il mio gomito non mi ha mai chiesto di spiegargli il finale di un film.

e' l'avvocato Mutombo che parla...

attento john terry!


(solo per appassionati di calcio...grazie rusi...)

AddoGhinali

multitask

il sogno degli anni 80

INCUBO A CATANIA-ROMA

«Noi, giornalisti salvi per miracolo nell'inferno»

Dall'inviato a Catania DANIELE LO MONACO

Forse è stato quando l'attenzione s'è spostata verso il pullman della Roma, che è passato sulla strada attigua proprio in quel momento - verrebbe da dire provvidenzialmente se non fosse che anche lì poi si sfiorerà la tragedia - che il branco di vigliacchi che ci stava aggredendo ha mollato la presa. Altrimenti chissà quando sarebbe finita e soprattutto come. Nei secondi immediatamente successivi - eravamo intorno alle 13.30, un'ora e mezza prima della partita - l'orda si è riversata addosso al pullman della Roma: insulti, sputi, manate, calci alle fiancate e poi, quel ch'è peggio, un vetro sfondato con un martelletto di chirurgica precisione e un sasso di grandi proporzioni lanciato contro il parabrezza che, per fortuna, ha tenuto. Tutto ripreso e documentato dalle telecamere della polizia: le immagini sono da ieri pomeriggio al vaglio degli inquirenti per le identificazioni del caso. Nel frattempo il nostro taxi era riuscito a sfilarsi dal vicolo sostanzialmente cieco in cui s'era infilato e dopo qualche altro metro ha lasciato i clienti - il vostro cronista e due inviati di Repubblica, Gamba e Chiusano - presso le transenne che adesso delimitano l'immensa piazza diventata tristemente famosa la sera della tragedia Raciti, quella dove scorrazzavano i due Defender del reparto Celere nel vano tentativo di disperdere i facinorosi che volevano spaccare tutto. Scene di ordinaria violenza a Catania, Italia, nel 2008, dov'è ancora possibile che un gruppo di vigliacchi repressi possa circondare un taxi e, messo a tacere il conducente catanese - «Muuuto devi stare» - cominciare a colpire senza motivo con violenza cieca gli occupanti, cercando di trascinarne fuori qualcuno, e magari lavorarlo meglio lì, in mezzo alla strada, davanti agli occhi di altre centinaia di tifosi che guardano senza intervenire. Limitati i danni riportati: la tessera giornalistica che chi scrive ha mostrato per testimoniare che la presenza allo stadio era giustificata da motivi professionali è stata strappata via dalle mani e finita chissà dove, qualche colpo sulle braccia protese in difesa, qualche calcio ben assestato soprattutto ai due malcapitati seduti sui posti posteriori, quasi strappati fuori dall'abitacolo di peso, e ovviamente molti danni alla carrozzeria del taxi. Dentro, l'atmosfera di caccia all'uomo s'è intensificata soprattutto dopo i gol dell'Inter, come raccontiamo nella cronaca della partita. E aggiungiamo le testimonianze raccolte sul volo di ritorno, dove la rabbia per il secondo posto s'è mischiata alle considerazioni sullo scampato pericolo: quelle di chi era in panchina, minacciato dagli inservienti di morte qualora la Roma non avesse fatto pareggiare il Catania, dei dirigenti in tribuna, costretti a lasciare lo stadio tra gli insulti prima della fine, dei giocatori, schifati da tutto. E non solo per l'epilogo del campionato.

L'invidia del vicino e' sempre piu' verde