Il tempo delle mele


La prima volta davanti ad un Mac non si scorda mai:
Per motivi che non sto qui a spiegarvi, mi trovo da qualche giorno davanti a un monolite bianco con cui dovrò convivere professionalmente per un po’.

Il parallelepipedo è dotato di una palletta trasparente con un frutto mozzicato nel centro.

Lo chiamano MAC.

Il primo giorno ci ho girato intorno sospettosa. Il secondo, certa di averne capito l’utilizzo, ho chiesto ai sedicenti “responsabili dell’animazione” dove si infilasse il toast…

Mi hanno guardata tutti schifati, al che, con tutto il mio sdegno, ho sbottato: “Ché, non mangiate qui?”

Il direttore di produzione mi ha spiegato che nel loro ambiente la parola “piccì” corrisponde soltanto a un credo politico in voga negli anni settanta e recentemente estinto.

Non avendo alternative, l’ho dovuto accendere. Mi sono messa subito alla ricerca del mouse. Sulla scrivania, oltre al monolite, c’era un pulsantone tondo tipo “Lascia o Raddoppia” .

L’ho schiacciato con due mani urlando: “La so!”. Era il mouse.

Finalmente avevo tutto quello che mi serviva. Comincio a cliccare qua e là tanto per prendere confidenza, ma tutto ciò che cerco di aprire si trasforma in una sagoma nera con un punto di domanda nel centro.

Nessun altro indizio. Evidentemente anche la macchina era consapevole di essere stata progettata come tostapane.

Non volendo più infierire sui vicini indaffaratissimi, mando un sms all’unica persona così retrograda da avere una soluzione: “Sono davanti a un Mac (niente domande: non è mio-è una situazione temporanea- sono in un’agenzia di pubblicità e non sanno cosa sia un pc) come apro una cartella di quelle che trovo nella barra in basso? Ci ho cliccato sopra col mouse-monotasto ma è diventata scura e le è spuntato un punto di domanda sopra”

Mentre attendo speranzosa la risposta, passa il tizio di prima che mi dice: “Hai un iphone e rompi le scatole per avere un pc?”

Non lo degno di uno sguardo e finalmente arriva la risposta al mio sms: “Quell’icona è solo un link: ha perso l’associazione alla risorsa originale. Devi trovare la cartella originale sul disco. Se sai come si chiama usa spotlight in alto a destra”

Che cavolo è spot light, ma soprattutto dov’è C?!

Alla fine ho trovato un affare chiamato Finder che faceva al caso mio, ma tra una cosa e l’altra si son fatte le 6 e ho deciso di andarmene, convinta più che mai di tornare il giorno dopo col mio pc con un adesivo di una mela sul coperchio.

Mentre spegnevo tutto, è arrivato il direttore di produzione che mi ha detto: “Hai preso confidenza col Mac?”

Io: “Facciamo così: io continuo a usare ‘sto coso se tu mi fornisci almeno un tasto destro”